lunedì 12 maggio 2014

Andreotti e la moglie dalla "r" francese




Si racconta che il sette volte presidente del Consiglio italiano, Giulio Andreotti, amasse burlarsi, al telefono, della erre moscia della moglie Livia, costringendola a pronunciare parole cariche di quella consonante, come "Trimarri" e "Vrigliari". L'aneddoto è riportato da Massimo Franco nella sua biografia dello statista.

La dieta elettorale di Margaret Thatcher




Si dice che Margaret Thatcher, la Lady di Ferro alla guida del governo inglese negli anni '80, si sottopose ad una rigida dieta a base di uova per vincere le elezioni che la avrebbero portata a varcare la soglia di Downing Street. Arrivò a consumarne fino a ventotto a settimana, al puro scopo di perdere chili (in precedenza infatti era sempre stata un pò sovrappeso) e far valere la sua presenza fisica di fronte alle telecamere. In aggiunta alle uova, come si può leggere nei promomemoria vergati dalla sua stessa mano, a colazione si concedeva anche pompelmo e caffè, mentre a pranzo e a cena non disdegnava mai un'insalata, ma molto spesso faceva anche uno strappo in favore di pesce o carne, meglio se rossa, che poteva essere anche accompagnata da un buon bicchiere di whisky. Si era invece categoricamente vietata di assumere carboidrati.

Syracuse


Ci avevate mai pensato che... negli Stati Uniti esistono ben otto città chiamate Syracuse? E che legame etimologico c'è tra esse e la quasi omofona città siciliana? Non c'è dubbio che almeno chi pensò di chiamare così la Syracuse nello stato di New York era un vero grecista: a lui, infatti, non sfuggiva che il nome greco di Siracusa, Syracusai, in indoeuropeo significa "acque salate"; e di certo dovette ricordarsene quando propose di ribattezzare la città già conosciuta come Salt City in ragione della sua vicinanza ad alcune paludi salmastre.

Chi ha inventato la lampada a basso consumo?






Una lampada a basso consumo non è altro che una lampada fluorescente molto compatta. Il suo progenitore, il tubo di Geissler, inventato 150 anni fa dal fisico Heinrich Geissler, consisteva in un tubo di vetro riempito di un gas sottoposto a tensione elettrica. Nel 1901 Peter Cooper-Hewitt inventò la lampada a vapori di mercurio, dalla caratteristica luce verdastra. Nel 1926 Edmund Germer, il padre della lampada a fluorescenza, pensò di aumentare la pressione nel tubo e di rivestirlo internamente con una sostanza fluorescente, capace di convertire in luce visibile la radiazione UV prodotta dalla ionizzazione del gas. La lampada a basso consumo funziona in base allo stesso principio. Nel 1980 la Philips lanciò «SL®, la prima lampada fluorescente compatta», un perfezionamento del tubo fluorescente tradizionale. Ben presto anche altri produttori presentarono lampade a basso consumo con reattore integrato. Rispetto alla lampada ad incandescenza, questa prima generazione presentava parecchi svantaggi: le lampade contenevano un reattore convenzionale ed erano quindi grosse e pesanti, la luce era pulsante e con cattiva resa dei colori, l’accensione durava più a lungo e l’intensità luminosa era minore.
L’introduzione del reattore elettronico ha migliorato sensibilmente la situazione. Il 9 aprile 1984 lo Svizzero Jürg Nigg brevettava il primo reattore elettronico integrato nello zoccolo della lampada. Nel 1985 la Osram ha lanciato la prima lampada a basso consumo con reattore e starter elettronici integrati nello zoccolo.

(testo estratto da www.sanitastroesch.ch/pdf/casanova/casanova_lichtspiele/italiano/fokus-i.pdf)