lunedì 12 maggio 2014

Chi ha inventato la lampada a basso consumo?






Una lampada a basso consumo non è altro che una lampada fluorescente molto compatta. Il suo progenitore, il tubo di Geissler, inventato 150 anni fa dal fisico Heinrich Geissler, consisteva in un tubo di vetro riempito di un gas sottoposto a tensione elettrica. Nel 1901 Peter Cooper-Hewitt inventò la lampada a vapori di mercurio, dalla caratteristica luce verdastra. Nel 1926 Edmund Germer, il padre della lampada a fluorescenza, pensò di aumentare la pressione nel tubo e di rivestirlo internamente con una sostanza fluorescente, capace di convertire in luce visibile la radiazione UV prodotta dalla ionizzazione del gas. La lampada a basso consumo funziona in base allo stesso principio. Nel 1980 la Philips lanciò «SL®, la prima lampada fluorescente compatta», un perfezionamento del tubo fluorescente tradizionale. Ben presto anche altri produttori presentarono lampade a basso consumo con reattore integrato. Rispetto alla lampada ad incandescenza, questa prima generazione presentava parecchi svantaggi: le lampade contenevano un reattore convenzionale ed erano quindi grosse e pesanti, la luce era pulsante e con cattiva resa dei colori, l’accensione durava più a lungo e l’intensità luminosa era minore.
L’introduzione del reattore elettronico ha migliorato sensibilmente la situazione. Il 9 aprile 1984 lo Svizzero Jürg Nigg brevettava il primo reattore elettronico integrato nello zoccolo della lampada. Nel 1985 la Osram ha lanciato la prima lampada a basso consumo con reattore e starter elettronici integrati nello zoccolo.

(testo estratto da www.sanitastroesch.ch/pdf/casanova/casanova_lichtspiele/italiano/fokus-i.pdf)

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